30 Marzo 2020

RISPOSTA ECONOMICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL COVID-19

Il Parlamento Europeo ha approvato l’Iniziativa di investimento di risposta al Corona Virus per far sì che gli Stati membri possano utilizzare al meglio i fondi del bilancio europeo per far fronte alle conseguenze della crisi socio-economica causata dal Covid-19.

In totale potranno essere utilizzati 37 miliardi di euro attraverso una sostanziale revisione dei programmi esistenti nell’ambito della politica di coesione per reindirizzare i fondi verso i sistemi sanitari, le PMI, il mercato del lavoro e ad altri settori vulnerabili delle economie dei paesi UE.

 

Gli Stati Membri potranno quindi:

  • acquistare dispositivi medico-sanitari e di protezione e prevenzione delle malattie, (compresi respiratori, mascherine e simili) grazie al Fondo sociale europeo;
  • sviluppare la ricerca per accrescere la sicurezza e la capacità delle infrastrutture sanitarie di rispondere alla crisi e le tecnologie a supporto della telemedicina (usando il Fondo europeo di sviluppo regionale -FESR);
  • garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per i gruppi vulnerabili (usando il Fondo Sociale europeo – FSE):
  • aiutare le imprese a far fronte agli shock finanziari a breve termine, ad esempio in termini di capitale circolante delle PMI, con speciale attenzione ai settori particolarmente colpiti (ricorrendo al FESR);
  • sostenere temporaneamente regimi nazionali di lavoro a orario ridotto, per aiutare ad attenuare l’impatto dello shock (ricorrendo al FSE);
  • tutelare il reddito dei pescatori e degli acquacoltori colpiti dalla crisi (ricorrendo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca – FEAMP).

Ulteriori strumenti di aiuto potranno essere assicurati dal Fondo di solidarietà dell’UE e dal Fondo europeo per gli investimenti, nonché dall’introduzione di norme temporanee più flessibili sugli aiuti di Stato, per consentire agli Stati membri di intervenire efficacemente e tempestivamente a salvaguardia alle imprese.

 

La Commissione ha proposto infine di attivare la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità e crescita. Questa misura, approvata dai ministri delle finanze dell’UE il 23 marzo, consentirà spese sanitarie eccezionali e misure di soccorso mirate per imprese e lavoratori che non dovranno sottostare ai vincoli del fiscal compact.